De Simone – Festa dei Gigli, matrimonio finito. La Fondazione spiega i motivi del divorzio

 

Il maestro Roberto De Simone ha ufficialmente rassegnato le sue dimissioni dal ruolo di Direttore Artistico della Festa dei Gigli. L’indiscrezione, trapelata fin dalle prime ore del mattino, è stata confermata pochi minuti fa, durante una conferenza stampa convocata dalla Fondazione Festa dei Gigli, dal presidente Raffaele Soprano. A spingere De Simone a rinunciare all’incarico è principalmente l’aspetto musicale della millenaria festa, su cui il noto regista teatrale, in carica da maggio 2013, aveva posto le sue maggiori attenzioni. Sulle sonorità della festa, De Simone aveva esternato aspre critiche già poche ore dopo la ballata dello scorso giugno e le riunioni con gli addetti ai lavori, che si sono susseguite a ritmo costante nel corso di questi mesi, sembrano non aver soddisfatto in pieno le richieste del musicologo napoletano.

“C’è da tenere in considerazione – afferma il presidente Soprano – che il percorso di cambiamento, voluto dallo stesso De Simone ed appoggiato in pieno dalla Fondazione, era percorribile in un lasso di tempo medio-lungo, non si può pretendere di cambiare un aspetto fondamentale di una festa popolare in pochi mesi, va dato anzi atto alle realtà locali quali cantanti, divisioni musicali e impiantisti, di aver recepito il messaggio di De Simone, muovendo i primi passi verso un cambiamento che, come già detto, non era auspicabile nel breve tempo, i grossi passi avanti che la festa aveva fatto, anche grazie alla presenza del maestro, non sono sembrati sufficienti allo stesso per fargli continuare il percorso intrapreso”.

Altro fattore a spingere De Simone verso le dimissioni è il programma del Giugno Nolano, su cui si vociferava una mancata consultazione del maestro, a chiarire la questione è ancora il presidente della Fondazione : “Va chiarito che la programmazione del Giugno Nolano non è compito della Fondazione, ma dell’assessorato ai Beni culturali, con cui la Fondazione collabora, ma il nostro ruolo si concentra principalmente sulla gestione del sabato dei comitati, della ballata e della tre giorni che chiude di fatto il cartellone degli eventi, e proprio il lunedì dopo l’esibizione dei gigli era prevista a Nola la prima assoluta di uno spettacolo di cui De Simone è regista”.

Il maestro De Simone ha presentato le sue dimissioni con una lettera arrivata nelle mani del presidente Soprano venerdì scorso, 30 maggio, al quale è seguito un incontro tra le parti nella giornata di domenica, nella quale è emersa la piena e ferma convinzione del musicologo di abbandonare il ruolo di direttore artistico, nonostante il tentativo da parte della Fondazione di ricucire lo strappo. Sono intanto già partiti i primi contatti per la sostituzione di De Simone, il nuovo nome non si avrà però prima della conclusione del Giugno Nolano, ma le trattative, a detta del C.d.a della Fondazione, sono già avviate.

L’aspetto musicale, tanto caro a De Simone, ha definitivamente allontanato la figura del regista dalla festa dei gigli a pochi giorni dalla ballata, nonostante le insistenti richieste da parte dello steso De Simone di ricevere con largo anticipo (si parlava dello scorso dicembre) i testi e gli spartiti delle canzoni d’occasione, alla nostra domanda Soprano ha risposto “Sfortunatamente le canzoni, nonostante le ripetute sollecitazioni ai compositori, sono arrivati solo ad aprile. E’ vero che il limite temporale da noi imposto era dicembre, il regolamento in questo caso non è stato rispettato e di questo facciamo ammenda, va però considerato che fino allo scorso anno si preparavano i brani senza doverli presentare a nessuno, il solo fatto che quest’anno le canzoni siano state presentate al Direttore Artistico e alla Fondazione è da considerarsi già un passo in avanti, in quel percorso di medio-lungo termine su cui avevamo impostato il cambiamento della nostra festa”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il maestro De Simone aveva stipulato con la Fondazione un contratto annuale con pagamenti trimestrali, sulle casse della Fondazione hanno gravato due trimestri (Novembre – Gennaio e Febbraio – Aprile), con la rescissione del contratto gli altri pagamenti previsti non saranno erogati.