Maltempo, evacuati due palazzi

Fonte : ilnolano.it

NOLA – “E’ una tragedia. Noi rischiamo di perdere tutto, mentre i colpevoli siedono ancora in amministrazione, o puntano alla ricandidatura“ sono le parole di rabbia e di angoscia dei residenti in via Amilcare Boccio a Nola, che hanno trascorso davvero un brutto pomeriggio di questo giugno nolano partito decisamente male. Intorno alle sedici, infatti, gli abitanti delle due palazzine all’angolo con il passaggio a livello notano che il lagno, colmato dalle piogge dei giorni scorsi e ostruito in parte da detriti e rifiuti di vario genere, era straripato riversandosi sugli adiacenti binari delle Ferrovie dello Stato. Il livello dell’acqua cresce a dismisura sotto i loro occhi, quando improvvisamente viene avvertito un crollo. Il muro che contiene il terrapieno del tratto ferroviario viene giù, e in pochi attimi metri cubi su metri cubi di acqua inondano il cortile interno del Parco, sottoposto rispetto alla strada, allagandolo fin oltre i quattro metri. Le porte dei garage cedono sotto la pressione dell’acqua , che infiltratasi raggiunge le auto parcheggiate, sommergendole, e rendendole, tutt’ora, irraggiungibili. Dopo qualche minuto cominciano ad arrivare i primi soccorsi, gli abitanti della zona si riversano in strada, mentre il torrente che sfocia dal lagno trova altri passaggi, si insinua, arriva in strada, rendendola ulteriormente impraticabile, anche dai soccorritori e allagando altri abitati a livello strada. Sul posto giungono i sommozzatori, sez. dei Vigili del Fuoco, che insieme alla polizia creano un perimetro di sicurezza intorno ai palazzi, che vengono subito evacuati. Alle persone che vivono lì, verrà detto, subito dopo un primo sopralluogo operato dai subacquei che non potranno trascorrere la notte nelle proprie case. Il panico cresce, qualche momento di tensione, ma la rabbia dei nolani è tanta e giustificata: “La pulizia del lagno andrebbe fatta una volta all’anno ??” grida uno dei circa, si teme, oltre cinquanta sfollati – proprio per evitare episodi del genere. Perché in altre zone è stata fatta di recente (seppur tra molte controversie, ndr), e qui non se ne vede traccia da anni? Abbiamo visto tronchi, buste, plastica, bottiglie e altro materiale sfrecciare nell’ondata di acqua, segno che è stato il tappo di rifiuti ad innescare lo straripamento. Lasciare il lagno a se stesso è un crimine inaudito, che ha dei responsabili ben precisi nell’amministrazione comunale, e in ogni altra autorità competente. ”I vigili del fuoco sono attualmente al lavoro e in attesa delle pompe drenare l’acqua che può danneggiare delle fondamenta già continuamente sollecitate dal passaggio dei treni, nel frattempo, il traffico ferroviario è sospeso. Il Lagno, dunque, da strumento di bonifica a terribile nemico in caso di pioggia, torna prepotentemente a far parlare di sé, proprio negli ultimi giorni di una campagna elettorale che lo ha visto poco o per niente protagonista”.

di Gianluca Amato 02/06/2009