Gigli, amore e l’arte che unisce

Fonte : ilNolano.it del 24 maggio 2010

NOLA – La Casa comunale nei giorni scorsi è diventata cornice di un momento di altissimo valore culturale e sociale, inquadrato dalla premiazione dell’opera che ha raccolto più consensi durante l’ esposizione nella mostra d’arte “Integriamoci nel folklore nolano”. La manifestazione, inaugurata due settimane fa e ospitata dal circolo “Giordano Bruno”, è risultata un incredibile exploit a detta degli organizzatori dell’Istituto di riabilitazione C.F.R. Prova ne è il considerevole numero di preferenze espresse in sede di votazione: ben 465 per le 51 opere in concorso. Un’ottima riuscita per una mostra alla sua prima edizione (o per meglio dire, è il primo anno che l’esposizione incontra il patrocinio del comune di Nola). La rassegna ha contemplato i lavori sia dei ragazzi diversamente abili del C.F.R. che le composizioni elaborate dagli studenti della zona. La Festa dei Gigli, un filo rosso, un amore che lega circolarmente le due categorie di partecipanti, ha ispirato le fervide e giovani menti che si sono cimentati perlopiù nel modellismo architettonico, mentre qualcuno ha preferito plasmare la sua fantasia nella pastosità dei colori a cera. Del resto, “l’arte vera, quella spontanea, non contaminata dall’odore del denaro” ha osservato l’architetto Antonio Scala, membro della giuria deputata al Premio “Speciale” della critica “non conosce limiti, convenzioni, la stanchezza dei pudori inutili: in questa indifferenza per le forme a priori si realizza un’integrazione autentica, sincera”. Venendo agli esiti delle votazioni per la sezione bambini/adolescenti, il primo premio è stato vinto con 97 voti l’opera n°43 (le immatricolazioni sono servite a garantire la massima autonomia dei consensi) realizzato dagli allievi dell’Istituto Tommaso Vitale; la sezione adulti ha visto trionfare la composizione “Con il cuore e con le mani”, realizzata dal laboratorio artistico-ceramica dell’Istituto CFR, che si è aggiudicato anche il Premio “Speciale” della critica. La costruzione ha le fattezze di un totem, la foggia di un giglio e i colori dell’amore, insomma un’icona rappresentativa del multiculturalismo e della tolleranza, mai dimentica delle proprie origini.