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La città di Nola sorge a meno di 30 chilometri di Napoli, a nord-est del Vesuvio, si estende per una superfice di 39 km2 e conta circa 36 mila abitanti.

 

La Nuvla nata prima di Roma

 

La fondazione della città, cui fu dato il nome Nuvla (città nuova), risale all’VIII secolo a.C. ad opera degli Ausoni e precede di alcune decine di anni la nascita di Roma. Sebbene la presenza dell’uomo sul territorio sia certificata fin dal paleolitico, l’aggettivo nuova era probabilmente usato per distinguerla dalla vecchia città, denominata Hyria, distrutta da alcune calamità naturali. Prima sotto il dominio degli Osci e poi degli Etruschi, che ne fecero nel 400 a.C. la capitale della Confederazione Campana, raggiunse un elevato livello di ricchezza e lusso, tanto da diventare obiettivo dei Sanniti.

 

Durante la battaglia tra Romani e Sanniti per il controllo delle fertili terre della Campania, la storia di Nola s’intreccia fortemente con quella di Roma in un alternarsi di rivalità e amicizia. Durante la seconda guerra sannitica, visto il coraggio del popolo nolano nel difendere il controllo della città, i Romani decisero di elevarla al grado di Municipium. Durante la guerra ai cartaginesi la città fu fedelissima a Roma finché non vide diminuire la sua autonomia. Fu in quel momento che i nolani, alleati con gli Italici, si rivoltarono contro il potere romano ma, dopo dieci anni di resistenza, capitolarono e, nell’80 a.C., Nola fu conquistata da Silla.

 

Colonia Felix con Ottaviano Augusto

 

Dopo una rovinosa guerra, Nola riuscì a risollevarsi grazie ad Ottaviano Augusto, diventando cosi la Nolana Colonia Felix Augusta e ottenendo la dignità senatoriale (S.P.Q.N.). Alla morte del primo Imperatore romano, nel 14 d.C., per la città iniziò una lenta decadenza, diventando da centro del commercio a cittadina prevalentemente agricola.

 

 

Fin dal III Secolo è stato uno dei centri di maggior importanza religiosa, essendo sede episcopale. Patria di San Felice, vide alla fine del IV secolo, nel 409 d.C., l’elezione a Vescovo di San Paolino di Bordeaux.

 

Nel 410 subì il saccheggio dei Goti di Alarico che, tra gli altri, fecero prigioniero il Vescovo Paolino, mentre nel 455 fu devastata dai Vandali e nel 594 dai Longobardi. Nola visse uno dei suoi periodi peggiori subendo continue invasioni e partecipando a numerose guerre che portarono dolore e sofferenza. La città non fu risparmiata neppure dal Vesuvio che la rase quasi al suolo durante diverse eruzioni.

 

Nel 1256 fu espugnata da Manfredi che la aggregò al Regno di Sicilia, successivamente si alleò con Napoli sotto il dominio di Federico II di Svevia, la città fu coinvolta nelle guerre tra Svevi ed Angioini e nel 1269 le sue terre furono concesse in feudo da Carlo D’Angiò a Guido di Monfort che fu investito del titolo di Conte di Nola.

 

 

Lo splendore nel periodo degli Orsini

 

Alla morte del Conte, nel 1290, non essendoci eredi, la contea passò al genero di Monfort, Romano Orsini, con il quale ebbe inizio la Signoria degli Orsini che dominò fino al 1528, per ben 238 anni, in questo periodo Nola torna al suo antico splendore vivendo uno dei periodi di maggiore lustro della sua storia.

 

Dopo la dinastia Orsini, con il trattato di Cateau Cambresis, Nola passò sotto dominio spagnolo, che pur privando della libertà la città, ne favorì la rinascita culturale. E’ in questo periodo che vissero due delle figure più importanti legate a questa città: lo storiografo Ambrogio Leone ed il filosofo Giordano Bruno.

 

 

Durante la rivolta di Masaniello rimase fedele agli Spagnoli, ma nel 1700 venne colpita da una grave crisi economica e culturale fino a che, sotto il regno di Carlo di Borbone, l’arrivo in città del Vescovo Troiano Caracciolo del Sole diede vita al nuovo Seminario Diocesano, che risollevò nuovamente le sorti della città.

Da Nola, nel 1820, partirono i Moti Carbonari grazie all’opera dei luogotenenti Michele Morelli e Giuseppe Silvati e del prete nolano Minichini, che guidarono gli insorti per chiedere al Re del Regno delle due Sicilie, Ferdinando I, la concessione di una nuova carte costituzionale e l’adozione di un parlamento.

 

Nola al giorno d'oggi

 

L’11 settembre del 1943 Nola fu colpita da una delle peggiori stragi compiute dai nazisti, nota come “L’eccidio di Nola”. Alla fine del secondo conflitto mondiale, perdute le sue funzioni militari, Nola ha cercato di imporsi come importante centro commerciale ed economico.

 

Nel 1986 apre in zona Boscofangone il CIS, attualmente uno dei maggiori poli distributivi di merci d’Italia e d’Europa con oltre 300 aziende dislocate su circa 1 milione di metri quadrati, nella stessa aria sorgono successivamente l’Interporto Campano, il centro commerciale Vulcano Buono, progettato da Renzo Piano ed inaugurato nel 2007, e le officine della NTV – Nuovo Trasporto Viaggiatori dove viene svolto il servizio di manutenzione dei treni “Italo”. Nola inoltre vanta una lunga tradizione forense essendo sede di tribunale, fino a pochi anni fa era attivo il corso di laurea in Scienze Giuridiche afferente alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Napoli “Parthenope”.

 

 articolo a cura di Alberto De Sena, le notizie e le informazioni sono raccolte dal web e da testi dedicati alla città di Nola