Il cerimoniale, una festa lunga un anno

“Sta Festa tanno nasce quanno more”, questa festa nasce nel momento in cui muore. Cosi Felice Iorio descrive in poche parole quello che è il percorso che ogni anno i nolani vivono, la trepidante attesa per il giorno della ballata dura un intero anno, in cui prede vita la festa che verrà.

 

L’Assegnazione

 

Allo scoccare della mezzanotte del giorno della ballata, mentre i gigli sono ancora impegnati nel percorso storico, presso il Palazzo di Città si riuniscono tutti coloro che hanno fatto richiesta per ricoprire il ruolo di “Maestro di Festa” per l’anno successivo.

 

Chi si vedrà assegnato il compito avrà l’onore e l’onere di organizzare ogni dettaglio della festa che verrà. Le assegnazioni, una per ogni giglio, avvengono secondo criteri ben definiti dal regolamento approvato dalla Fondazione Festa dei Gigli. A pesare maggiormente sulla scelta dei candidati è l’anzianità del “Firmatario”, un rappresentante della categoria del giglio per cui si fa domanda.

 

E cosi, mentre la festa in corso si avvia oramai alla conclusione, fuochi pirotecnici e brindisi indicano che un nuovo ciclo ha inizio.

 

 

Il rituale passaggio della Bandiera

 

 

Tra le varie fasi del cerimoniale è probabilmente il momento più religioso. I nuovi maestri di festa, in accordo con quelli della precedente edizione, decidono una data in cui avverrà la consegna della “Bandiera”, il gonfalone che rappresenta la categoria, vi sono 9 bandiere, quindi l’operazione viene ripetuta per tutti gli otto gigli e per la Barca.

 

Ad annunciare l’evento, fin dal mattino, sono i colpi di mortaio in aria. Presso l’abitazione del nuovo maestro di festa si riuniscono tutti gli invitati che, accompagnati dalla Divisione Musicale scelta per la prossima festa, si dirigono verso l’abitazione del vecchio maestro di festa, dove è custodita la Bandiera. Tutti insieme si raggiunge poi il Duomo, dove nella Cappella di San Paolino avviene ufficialmente il passaggio del gonfalone. Questa fase si svolgere regolarmente tra i mesi di ottobre e novembre.

 

 

La realizzazione delle canzoni d’occasione e del rivestimento

 

 

Durante il periodo invernale inizia la preparazione sia dei brani d’occasione che del rivestimento che adornerà il giglio. La realizzazione delle canzoni è affidata ad un team composto dalla Divisione Musicale, dai cantanti de dai parolieri, selezionati dal Maestro di Festa. I brani vengono incisi in uno studio di registrazione e verranno poi inseriti in un cd musicale consegnato a tutti i partecipanti alla questua.

 

Anche le botteghe d’arte in questo periodo sono impegnate nella prima fase di realizzazione del rivestimento. Il progetto, realizzato da un progettista nominato dal maestro di festa, indicherà alla bottega il tema, le forme ed i colori che il rivestimento dovrà assumere.

 

La prova generale delle canzoni

 

 

A pochi giorni dalla Questua, la Divisione Musicale, insieme ai cantanti, eseguono una prova generale dei brani che saranno ufficialmente presentati in Piazza Duomo durate la Questua, l’evento è solitamente aperto al pubblico, a tutti gli intervenuti i Maestri di Festa offrono un piccolo rinfresco.

 

 

La Questua

 

 

I maestri di festa, al fine di ridurre i costi da sostenere durante l’interno anno, organizzano la Questua, in cui viene chiesto un contributo alla cittadinanza. Viene svolto un banchetto al quale vengono invitati parenti ed amici, verso la fine del pranzo, il maestro di festa passerà per i vari tavoli a raccogliere le offerte dei presenti, raccogliendo una certa somma di denaro che andrà a coprire in parte le spese. Poche ora prima, in Piazza Duomo, vengono ufficialmente presentate le canzoni d’occasione a tutto il popolo, eseguite dalla Divisione Musicale che accompagnerà i cantanti.

 

 

L’Alzata della borda e la costruzione del giglio

 

Nei primi giorni di giugno le botteghe designate dai maestri di festa iniziano la costruzione degli obelischi. Per scoprire le varie fasi della realizzazione della struttura nel dettaglio vi invitiamo a visitare la sezione “il giglio” di questo sito.

 

 

La ballata dei gigli spogliati

 

 

Ad una settimana circa dal giorno della festa, gli obelischi vengono testati dalle paranze. I gigli vengono alzati e, dopo una fase di assestamento, vengono trasportati fino al punto in cui verranno poi rivestiti. Questo momento è molto importante per il capo paranza ed i suoi collaboratori per constatare la solidità della struttura del giglio e se vi sono state sbavature nella costruzione.

 

 

La vestizione

 

Gli obelischi vengono adornati con il rivestimento che la bottega designata ha realizzato per l’occasione. Per scoprire i dettagli di questa fase vi invitiamo a visitare la sezione “il giglio” di questo sito.

 

 

La processione del Santo

 

Il 22 giugno è il giorno di San Paolino. Verso le ore 19 il busto argenteo del Santo esce dal Duomo trasportato a spalla, ed inizia il giro del centro storico della città, accompagnato dai nove gonfaloni delle corporazioni, trasportati dai rispettivi maestri di festa, e dai comitati, ognuno indossa la maglietta del comitato di appartenenza.

 

 

Il Sabato dei Comitati

 

 

Mancano oramai poche ore alla ballata. Verso le ore 17 del sabato i comitati si riuniscono ognuno presso il proprio giglio, accompagnati dalle rispettive divisioni musicali e cantanti, ogni comitato sfila per il centro storico facendo visita agli altri 7 gigli e alla Barca. Tutti i comitati poi entreranno, uno alla volta, in Piazza Duomo, dove è stato allestito un palco per l’occasione. Ogni comitato presenta il suo “spettacolo“, preparato appositamente per l’occasione, i 9 comitati entrano in piazza nell’ordine storico: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.

 

 

 

La domenica della ballata

 

E’ il giorno atteso l’intero anno.Nella mattinata i gigli, dalla postazione in cui sono stati vestiti, si portano nei pressi di Piazza Duomo, dove, entrando uno per volta, eseguiranno la classica esibizione davanti alla popolazione che gremisce la piazza principale di Nola. Al termine di ogni esibizione i gigli si posizionano ai due lati della piazza, quattro per ogni lato, mentre la barca si posiziona al centro, nei pressi del Palazzo di Città. L’ordine di entrata non è prestabilito, e la divisione musicale dell’ultimo giglio che si è esibito accompagnerà con le note dell’inno a San Paolino la benedizione degli obelischi per mano del Vescovo di Nola, accompagnato dal busto argenteo del Santo.

 

 

 

Dopo qualche ora di risposo la festa riprende verso le 16, quando i gigli, questa volta nell’ordine storico, inizieranno la sfilata per le strade del centro storico. Il percorso è ben definito, in alcuni punti focali i giglio eseguono delle esibizioni facendo ruotare una o più volte la torre di 360° gradi su se stessa, questo movimento è detto “girata“, e le più note sono la “Girata di Caparossa” in Via San Felice, e la “Girata delle Carcerci” effettuata davanti al portone del vecchio carcere in città. Il percorso si conclude con l’attraversamento del “Vico Piciocchi”, il punto più spettacolare e difficile di tutto il percorso, il giglio viene privato dei varrielli laterali, e trasportato con l’ausilio delle sole varre. L’utilizzo dei varrielli non sarebbe infatti possibile, viste le dimensioni del vico, nella quale entra a malapena la struttura della base. L’uscita del vico sancisce teoricamente la fine della ballata, i gigli saranno infine ritrasportati dalle paranze in Piazza Duomo, dove verranno schierati nell’ordine storico con la parte anteriore rivolta verso la Cattedrale.

 

In un passato non lontano, non tutti i gigli venivano trasportati in Piazza Duomo dopo l’attraversamento del “Vico Piciocchi”, avveniva cosi il fenomeno della “Strusciata“. I gigli, dalla posizione in cui erano stati abbandonati, venivano ricondotti in piazza da una paranza improvvisata, composta da giovanissimi e addirittura da donne.

 

 

L’abbattimento dei gigli

 

“O’ colp’ o core”, il colpo al cuore. Alla fine dei festeggiamenti i gigli vengono svestiti e successivamente abbattuti in Piazza Duomo. Le torri, alte 25 metri, vengono spinte in avanti fino a schiantarsi al suolo provocando un boato che riecheggia tra le strade della città, è l’atto conclusivo di una festa che, nel frattempo, ha già iniziato il suo nuovo ciclo verso l’anno nuovo.

 

articolo a cura di Alberto De Sena, le notizie e le informazioni sono raccolte dal web e da testi dedicati alla città di Nola