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San Paolino PDF Stampa E-mail

 

La vita

Ponzio, Meropio, Anicio, PAOLINO nasce a Bordeaux nel 354 d.c., studiò a Bordeaux con grandi maestri, tra i quali Magno Ausonio, al quale rimase legato da profonda amicizia; approfondì soprattutto lo studio delle lettere, del diritto e della filosofia. A soli ventiquattro anni viene eletto console della Campania e sceglie quale sede Nola. Qui giunto volle risiedere nei suoi possedimenti presso Nola per trascorrere gran parte della sua giornata accanto alla tomba di S. Felice a Cimitile; in lui si risvegliarono la fede ed i sentimenti cristiani trasmessi dalla madre. Perciò, espletato il suo mandato, rientrò a Roma a iniziò a pensare seriamente alla sua vita spirituale. Ma la tragica morte dell’imperatore Graziano nel 283 e la conseguente crisi politica che aveva colpito l’impero romano d’occidente, costrinsero Paolino a far ritorno in Aquitania. Qui la sua famiglia e lui stesso caddero vittima di persecuzioni a causa del suo sostegno al precedente imperatore e Paolino dovette fuggire da una città all’altra. Durante i suoi viaggi conosce S. Ambrogio, e S. Martino di Tours, trascorse qualche tempo in Spagna, dove incontrò e sposò la ricca nobildonna Terasia, donna di fede cristiana che gli sarebbe stata accanto per tutta la vita, favorendolo e seguendolo fedelmente nella sua scelta ascetico monastica.

Finito il pericolo e tornato a Bordeaux nel 388, manifestò al suo vescovo il desiderio di essere battezzato e dopo lunga preparazione venne battezzato l’anno successivo per poi trasferirsi nei suoi possedimenti in Spagna, vicino a Barcellona, per approfondire i misteri cristiani nella meditazione e nel silenzio. Nel 392 nacque il figlio Celso che però morì dopo solo otto giorni. Paolino e Terasia insieme maturarono la vocazione alla vita di perfezione evangelica con la decisione di vendere tutti i beni, dare il ricavato ai poveri e seguire Cristo povero. Il giorno di Natale del 394, mentre Paolino e Terasia si trovavano in preghiera nella Cattedrale di Barcellona, la folla dei fedeli in coro indusse il vescovo di Barcellona ad ordinare Paolino sacerdote.
Paolino vendette tutti i suoi beni, insieme alla moglie decisero di vivere come fratello e sorella in perpetua castità e di ritirarsi definitivamente presso la tomba di S. Felice a Cimitile, vicino Nola, e nel 395 partì; nel viaggio incontrò di nuovo il vescovo di Milano Ambrogio, che lo aggregò al clero della sua città.
La clamorosa conversione di Paolino mise in agitazione il mondo pagano e riempì di letizia e di stupore il mondo cristiano. Il vecchio poeta Ausonio reagì in maniera forte cercando in tutti i modi di richiamare il discepolo prediletto sulle strade della poesia battute nella prima gioventù; molti familiari presero le distanze dal suo proposito di vita ascetica e lo abbandonarono.

Paolino costruì il suo monastero sopra l’ospizio dei poveri e dei pellegrini edificato da lui stesso durante il suo governatorato in Campania; la nuova costruzione aveva due ambienti distinti: uno per Paolino ed i suoi monaci, uno per Terasia e le sue consorelle.

Nel 403 fece innalzare il primo campanile della cristianità dotandolo di una campana.
Eletto poi vescovo di Nola nel 409, dopo Roma, Alarico mette a sacco e a fuoco Nola.
I nolani fatti prigionieri. Paolino vende tutto finanche la croce episcopale per liberare i nolani catturati. “Quando non ebbe più nulla, di cui potesse disporre, una misera donna a cui avevano strappato l’unico figlio si presentò a Lui onde supplicarlo di fornire di che riscattare quel figlio”. Non avendo più cosa dare partì con la povera donna in cerca del figlio, in Africa trovarono il genero del re che aveva come schiavo il giovanetto. Paolino si offrì in cambio e, mentre la vedova ripartì, Lui rimase come giardiniere presso la corte del sultano. Da allora non mancarono a mensa, frutti e fiori; anche in pieno inverno. Quando il re Guntario seppe che Paolino, l’ortolano, era vescovo, lo rimise in libertà e gli restituì tutti i suoi nolani che si trovavano ancora in schiavitù. Furono tutti ritrovati e con il loro Vescovo se ne ritornarono alle loro case. Visse con estremo zelo il suo apostolato fino alla morte, il 22 giugno 431.
 

 

 

 

 

 

 

 

 
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