Sui Gigli il sigillo dell’Unesco

Fonte : ilNolano.it del 15/03/2010

NOLA – Si accorciano le distanze verso l’Unesco. Il comitato interministeriale dice sì alla candidatura della Festa dei Gigli di Nola. Un passo importante che segna l’inizio di un percorso che, se accolto, darebbe una svolta decisiva alla kermesse dedicata a San Paolino, facendola diventare patrimonio dell’umanità. Un iter che parte da lontano, frutto di anni di lavoro, che oggi vede i suoi primi buoni frutti regalando nuova linfa alla festa stessa. Ora non resta che completare il dossier che farà da corollario alla domanda da compilare e presentare entro il 31 agosto 2010. Una candidatura che si fregia a priori di un’esclusiva mondiale: per la prima volta in assoluto infatti è una rete di comuni a concorrere per l’importante sigillo.

 

Nola, Gubbio, Sassari e Viterbo: insieme per inseguire un sogno. “E’ una gioia immensa ??” ha dichiarato il sindaco di Nola, Geremia Biancardi ??” soprattutto se si considera che abbiamo scommesso su un percorso ad ostacoli. Oggi possiamo dire di avere buone probabilità per ottenere il riconoscimento ma la strada è ancora in salita e bisogna lavorare sodo”. Un iter non semplice dunque che comporta la realizzazione di un documentario di 20 minuti che racchiuda la storia delle quattro feste rappresentative di ciascuna città ed un elaborato composto da 300 parole. Elementi annunciati alla città di Nola sabato 27 febbraio 2010 durante un incontro pubblico tenutosi presso la chiesa dei SS Apostoli di via San Felice, in cui si sono riuniti i rappresentanti delle comunità coinvolte, guidati dalla coordinatrice della rete Patrizia Nardi, storica dell’università di Messina, e il prof. Paolo Apolito, antropologo. Il quadro che si delinea è sicuramente interessante e stimolante ed è un segnale notevole che va nella prospettiva della piena valorizzazione della Festa Eterna, proiettandosi su scenari più ampi e nello stesso tempo attrattivi. Un progetto comune che saldi e rappresenti le identità folkloriche delle singole realtà costituisce sicuramente il valore aggiunto, perché vada a buon fine il riconoscimento richiesto, soprattutto se si considera che i profili delle 4 feste (Gigli di Nola, La Macchina di Santa Rosa di Viterbo, I Ceri di Gubbio e i Candelieri di Sassari) hanno tanti elementi di affinità e di comune identità che rappresentano sicuramente alcuni degli aspetti più rilevanti delle tradizioni italiane. Il tempo stringe ma l’entusiasmo è tanto. L’unione fa la forza, si sa, e le tradizioni radicate e riconosciute delle singole kermesse improvvisamente si uniscono abbattendo quelle distanze geografiche che intercorrono tra le città. E la sfida con il Palio di Siena e la Dieta Mediterranea, possibili antagonisti candidati al riconoscimento, non spaventa la rete, anzi, tiene alta l’adrenalina.