Nola, mini Gigli dei bambini arricchiscono la Cappella di San Paolino

Una mostra di mini – Gigli nella cappella di San Paolino, realizzati da bambini: un segno di speranza e di inclusione.

In occasione della celebrazione della Traslazione delle reliquie di San Paolino, svoltasi questa mattina in Cattedrale e officiata dal Vescovo Francesco Marino, la cappella del Santo patrono è stata arricchita, non solo dei tradizionali gonfaloni delle corporazioni dei Gigli e della Barca, ma anche dei bellissimi manufatti (mini – Gigli) dei piccoli allievi della  bambini della classe 3^ A del plesso Villa degli Albertini dell’ I.C.S. “G.Mameli” di Nola

La Fondazione Festa dei Gigli ha inteso valorizzare con una piccola mostra il lavoro svolto della scuola –  scegliendo non a caso un giorno così significativo per la comunità nolana – che ricorda l’ arrivo a Nola – nel 1909,    in occasione dell’ inaugurazione della nuova Cattedrale dopo l’ incendio del 1861 –  delle reliquie di San Paolino, custodite fino ad allora presso l’isola Tiberina (Roma),

IL PROGETTO

Il tutto parte dalla scelta del mese da inserire nel calendario scolastico per la ricorrenza del 50° anniversario delle Regioni, organizzato dall’Istituto Comprensivo “G. Mameli” di Nola

La scelta del mese di giugno – si legge in una nota dell’istituto comprensivo Goffredo Mameli –  è stata ispirata da Luigi Cicchetti(figlio della maestra Tania, ragazzo autistico e  artista”speciale” che, durante il suo percorso arte -terapico con Mate, ha realizzato il video tutorial delle varie fasi di lavorazione della cartapesta. Il tutorial è stato visionato dai bambini della classe 3^ A del plesso Villa degli Albertini dell’ I.C.S. “G.Mameli” di Nola, per la realizzazione del loro Giglio. I bambini, inconsapevoli che la loro guida fosse stata un artista “speciale”, hanno aderito con entusiasmo. Nel tutorial le mani di Luigi guidano con molta semplicità i bambini nelle varie fasi della lavorazione. Tutt’oggi essi sono inconsapevoli di ciò e penso che la vera inclusione sia proprio questa: quella di non guardare “il diverso” con “occhi diversi”, bensì guardare e basta, senza filtri e costrutti mentali e i bambini ci insegnano che ciò è possibile

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